Head of Remote: nasce il manager del lavoro a distanza

14.12.2020

La parola “remoto” è in questo momento una delle più indicizzate quando si discute di lavoro. Ma a dare un segno inequivocabile che lo smart working, nella sua essenza più pura, verrà sempre più integrato nelle dinamiche lavorative aziendali anche quando l’emergenza Covid-19 sarà alle spalle è la nascita di una nuova professione: l’Head of Remote appunto, il manager chiamato a garantire che il lavoro a distanza non solo funzioni, ma sia massimamente performante. 

Alcune imprese, le più lungimiranti e progressiste, hanno da tempo aperto le selezioni per una posizione già cruciale in un momento di transizione e di accessi alternati in ufficio ma destinata a diventare ancora più strategica nel prossimo futuro. Si tratta di realtà di prim’ordine come - fra le altre - Quora, Facebook e Twitter, intenzionate ad offrire in modo permanente ai propri dipendenti la possibilità di lavorare fuori sede almeno per una parte importante del tempo lavorativo. 

L’Head of Remote è un ruolo fluido, dinamico, in continuo divenire. Chi lo ricopre svolge diversi compiti: monitora l’accesso alla banda larga delle postazioni dislocate da cui lavorano i colleghi, assiste i dirigenti nella strutturazione di progetti interamente a misura di telelavoro, valuta l’implementazione di innovativi strumenti di messaggistica come Yac o Loom, organizza eventi virtuali - di formazione o di team building - ai quali far connettere tutti nello stesso momento. 

«Penso che rappresenti la prossima evoluzione del Chief Operations Officer, o del Chief People Officer, o ancora del Chief Culture Officer» afferma in un’intervista al Washington Post il 36enne Darren Murph, dalla scorsa estate Head of Remote della società di software open source GitLab. 

Al momento l’incarico è caldeggiato soprattutto dalle aziende tecnologiche, ultima in ordine di tempo Siemens. Ma presto - come spesso accade nel campo delle innovazioni - potrebbe diventare fondamentale in ogni settore che preveda luoghi di lavoro “ibridi”.