I lavoratori dopo la grande paura: è tempo di certezze

16.02.2021

È innegabile: il lockdown e il periodo di lavoro passato in casa hanno cambiato profondamente i driver di produttività e la motivazione nei lavoratori. Proprio per questo, Be ha cercato di rispondere a tutte quelle domande che, oggi, si pongono la maggior parte delle aziende, all’alba di un’evoluzione del workplace che appare più che mai necessaria.

Come il ritorno in ufficio può aiutare a lavorare (e sentirsi) meglio? Quanto le misure di sicurezza influiscono sulla motivazione e sulla qualità del lavoro? Gli strumenti digitali, gli spazi di coworking e la presenza di una comunità attiva sono ancora driver in grado di influenzare la scelta del posto di lavoro ideale? Quanto sono salite le quotazioni di fattori come l’alimentazione, il comfort e il design degli uffici? Come si concilia la necessità di socialità per la creatività, innovazione e benessere psicologico, con una sempre più crescente “paura da contatto”?

Dalla ricerca di Be, svolta in collaborazione con Arkage e W-Mind, nasce il report The Business Evolution - Spazi, connessioni e persone: come ridisegnare il luogo di lavoro dopo il Covid 19”. L’obiettivo dell’analisi, condotta su un campione rappresentativo di 1.050 impiegati del settore privato di età compresa fra i 25 e i 65 anni, è identificare quali sono i principali fattori che guidano la scelta dei benefit per sviluppare il workplace ideale e pianificare un back to office in sicurezza.

Il report inoltre fornisce una sezione, creata in collaborazione con l’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, sulle tendenze e l’evoluzione dell’ufficio per il “New Normal”. Quello che emerge è che secondo le aziende, l’ufficio del futuro sarà sempre più un ambiente di socializzazione e relazione dove promuovere identità e senso di appartenenza. E non sarà l’unico luogo di lavoro possibile, ma un’alternativa per i lavoratori che si recheranno in sede sulla base delle necessità. Quasi la metà delle imprese ammette di aver avuto chiaro questo cambio di paradigma sin dalle prime fasi dell’emergenza, tanto che per la maggior parte di loro alcuni interventi sul layout fisico e sugli arredi realizzati nella cosiddetta “fase 2” rimarranno anche al termine della crisi sanitaria. 

Per approfondire questi temi, leggi il report completo.

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